Cos’è il diabete?

E’ una malattia cronica, che se non trattata con farmaci, porta ad un eccesso di zuccheri nel sangue (iperglicemia).
La forma più frequente è quello di TIPO 2 che si manifesta dopo i 40 anni, soprattutto, ma non solo, in persone sovrappeso e si associa spesso alla sindrome metabolica, una malattia multifattoriale caratterizzata da un’alterazione di parametri quali: assetto lipidico e pressione arteriosa.
L’evoluzione del diabete di tipo 2 è lenta e priva di sintomi ed è la forma più comune.
La terapia associa farmaci, sempre più innovativi a corretti stili di vita.

Il diabete di TIPO 1 insorge generalmente nei primi 30 anni di vita; è dovuto a una reazione autoimmunitaria che distrugge le cellule del pancreas dove viene prodotta l’insulina (l’ormone che regola i livelli di zucchero nel sangue).
L’insulina deve pertanto essere assunta dall’esterno e occorre verificare che i livelli nel sangue siano sempre ottimali.
Questo significa misurare spesso la glicemia e sulla base delle misurazioni effettuate, stabilire la dose di insulina.

In Italia, come in tutti i paesi sviluppati, stiamo assistendo a una crescita veloce dei casi di diabete di tipo 2.
Questo fenomeno è riconducibile :
• Alle modificazioni introdotte nell’alimentazione quotidiana: si mangia di più e peggio
• Al minor consumo energetico (lavoro più sedentario, poco movimento, si cammina sempre meno)

Si calcola che in Italia ad oggi:

  • 3 milioni di persone, il 4.9% del totale della popolazione, abbiano il diabete di tipo 2. Sono pazienti a cui è stata fatta la diagnosi della malattia e seguiti da centri anti-diabete;
  • 1 milione di persone, 1.6% della popolazione, abbiano il diabete di tipo 2 ma ancora su di loro non sia stata fatta diagnosi e pertanto non siano seguiti e curati;
  • 2,6 milioni di persone, il 4.3% della popolazione, abbiano difficoltà a tenere la glicemia nella norma.

Si prevede che nel 2030 le persone a cui sarà diagnosticato il diabete, saranno 5 milioni.

I valori normali della glicemia nell’adulto, sono compresi tra 60 e 99 mg/ml a digiuno. Dopo i pasti l’intervallo può arrivare fino a 130-150 mg/ml a seconda della quantità dei carboidrati assunti con la dieta (valori superiori ai 140 a 2 ore di distanza dal pasto sono indice di un’alterata tolleranza al glucosio da indagare e tenere controllata).

La terapia

Curare il diabete, ma anche e soprattutto prevenirlo, significa adottare in primis corretti stili di vita: ridurre la sedentarietà, aumentare l’esercizio fisico, ridurre la quantità di calorie introdotte, in particolar modo i grassi animali, aumentare l’apporto di fibra scegliendo cibi integrali e poco raffinati.
La terapia farmacologica, concordata con il medico di riferimento, associata a corretti stili di vita permette di tenere sotto controllo la malattia e di condurre una vita normale.

Calcola il tuo rischio:

  1. Età
    1. Meno di 40 anni (0 punti)
    2. 40 – 49 anni (1 punto)
    3. 50 – 59 anni (2 punti)
    4. Più di 60 anni (3 punti)
  2. Sesso
    1. Uomo (1 punto)
    2. Donna (0 punti)
  3. Se sei una donna, ti è mai stato diagnosticato una forma di diabete in gravidanza?
    1. Sì (1 punto)
    2. No (0 punti)
  4. Hai un parente di primo grado (madre, padre, fratelli) con il diabete?
    1. Sì (1 punto)
    2. No (0 punti)
  5. Ti è mai stata fatta diagnosi di pressione elevata?
    1. Sì (1 punto)
    2. No (0 punti)
  6. Svolgi regolare attività fisica?
    1. Sì (1 punto)
    2. No (0 punti)
  7. Qual è il tuo indice di massa corpora? (indici di massa corporea elevati, aumentano il rischio di sviluppare diabete di tipo 2)

Risultato:

Se il tuo punteggio è maggiore di 5, hai un rischio maggiore di sviluppare una forma di diabete di tipo 2.
Parlane con il tuo medico, solo lui potrà consigliarti su cosa fare ( corretti stili di vita, monitoraggio della glicemia, dieta , ulteriori accertamenti)

La buona notizia: il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 è controllabile. piccoli passi fanno una grande differenza, e possono aiutarti a vivere meglio e più a lungo.
Se il tuo punteggio è elevato, per prima cosa contatta il tuo medico per valutare assieme a lui cosa fare